A Milano si sono appena conclusi i cantieri per la riqualificazione di Piazza Caiazzo, dopo mesi di cantieri la piazza è stata completamente trasformata. Tuttavia non tutto è perfetto, e mancano ancora alcuni accorgimenti per rendere questo intervento un modello per la Milano del futuro.
Tutto è partito a maggio del 2025, nell’ambito di un progetto il cui scopo non è dei più “trendy”: potenziare le linee di filobus 90-91-92 completando e rafforzando le corsie preferenziali in piazza Caiazzo, via Pergolesi e via Piccinni (per intenderci, tra Loreto, Buenos Aires e Centrale). Eppure sono dei cantieri molto utili, che permetteranno di ridurre le interferenze tra i filobus delle linee 90, 91 e 92 e il traffico veicolare, proteggendo e spostando il percorso del bus sulle corsie preferenziali al centro della carreggiata, migliorando le fermate (intervento di cui beneficerebbero molte altre fermate, come in quella vicina di Piazza Luigi di Savoia, condizioni pietose pur trovandosi in prossimità della Stazione Centrale). I lavori si sono conclusi in piazza Caiazzo ma sono ancora in corso nel resto dell’asse stradale.
Ma concentriamoci su quello che è stato fatto a Piazza Caiazzo. Perché, oltre a questi interventi di miglioramento per il trasporto pubblico, il comune ha colto l’occasione dei cantieri per realizzare un restyling completo della piazza ampliando i marciapiedi, creando una pista ciclabile ad anello attorno alla piazza, chiudendo alcune svolte e soprattutto inserendo molte più aree verdi e alberi. Come si vede dalle foto, il risultato è molto gradevole e trasforma una piazza precedentemente disordinata e anonima in un insieme coerente, valorizzandone anche il disegno circolare originale anteriore all’arrivo della metropolitana. Apprezziamo molto l’aggiunta di verde, che rende la piazza più vivibile durante le ondate di calore, sempre più frequenti per via del cambiamento climatico. Gli alberi sono ancora piccoli ma vi lasciamo immaginare come potrà essere la piazza una volta che saranno cresciuti.
Tuttavia, ci sono anche altri dettagli che rendono la piazza interessante: due delle sette immissioni nella piazza sono state chiuse alle auto grazie alla realizzazione di filtri modali. In pratica, l’ultimo tratto di Via Andrea Doria e di via Franchino Gaffurio, dove le due strade confluiscono nella piazza, è stato reso pedonale, lasciando anche un accesso per le bici. Questo permette di diminuire il traffico locale e di creare scorciatoie per chi si sposta in bici e a piedi, incentivando questo tipo di spostamenti. Tuttavia, a parte questi piccoli accorgimenti, gli interventi per la ciclabilità non sono stati molto ambiziosi. L’anello ciclabile, seppur bello, risulta utile solo per chi svolta. Al contrario, sono quasi del tutto assenti dei percorsi ciclabili che taglino la piazza diametralmente, costringendo chi prosegue dritto a esporsi al traffico motorizzato , Inoltre, l’anello ciclabile è completamente isolato dal resto della rete, risultando per il momento più decorativo che altro. La mancata realizzazione di una ciclabile in via Pergolesi/Piccinni o verso Centrale e Loreto risulta quindi l’ennesima occasione persa. Ci troviamo a pochi metri dalla ciclabile di Corso Buenos Aires, un itinerario già molto frequentato, e creare queste nuove ciclabili avrebbe permesso di ampliare ulteriormente la rete nell’area, incentivando gli spostamenti in bici.
Infine un’altra criticità, anche se non propria di questo incrocio, è la mancanza di un sistema di asservimento semaforico per i mezzi pubblici. La nuova configurazione della piazza e dei percorsi del trasporto pubblico rende molto più facile installare un sistema che dia priorità semaforica per i mezzi pubblici, cosa che a Milano, purtroppo, non viene fatta. Quello che però si farà, presumibilmente dopo la fine di questi cantieri e di quelli in viale Umbria, è scambiare il percorso della 90-91 ad est con quello della 92, completando finalmente l’anello filoviario di Milano. Quindi la 90-91 continuerà a cambiare molto in futuro. (Magari in un prossimo articolo potremo parlare del tratto Zavattari-Lotto-Stuparich, anch’esso in fase avanzata di costruzione)

In conclusione, l'intervento, lodevole sotto diversi aspetti, potrebbe e dovrebbe essere replicato in altre grandi piazze e incroci. Come sempre, però, c’è molto margine di miglioramento, in particolare per quanto riguarda la ciclabilità. Ora bisognerà vedere se la configurazione attuale reggerà la prova del tempo e se la manutenzione sarà sufficiente. E tu cosa ne pensi? Conosci altri esempi di trasformazioni degne di nota a Milano realizzate negli ultimi anni?
Scrittura: Gregory
Revisione: Isacco, Nicolò, Giuliano
