Perché dovremmo chiudere alcune strade alle auto una volta al mese (ma anche di più)

• Di Velocipiedi
Perché dovremmo chiudere alcune strade alle auto una volta al mese (ma anche di più)

Questa domenica a Milano 11 ottobre si è tenuta la quarta edizione di Mille Mila Bici, una grande biciclettata gratuita e aperta a tutti organizzata da Legambiente e Ilaria in Bicicletta. Circa cinquemila le persone che in mattinata si sono ritrovate per pedalare assieme in sicurezza (la polizia locale e le autorità hanno provveduto alla viabilità e a garantire il passaggio della parata che sembrava non finire più). La biciclettata ha compiuto un grande anello attorno a Milano, partendo dal Castello Sforzesco, seguendo prima la circonvallazione filoviaria e poi la cerchia dei bastioni prima di finire nuovamente al punto di partenza.

Si tratta di un evento che si ripete ogni anno da ormai 4 anni, e da un paio di anni esiste anche il “Cargo bike day”, organizzato da Clean Cities Campaign in primavera. A fronte del successo della giornata, molti attivisti e politici chiedono che eventi simili vengano organizzati dal comune stesso e con cadenza regolare, resuscitando le domeniche a piedi almeno una volta al mese.

Particolarmente interessante è il progetto Bastioni Aperti dell’architetta Chiara Quinzii, che propone di chiudere i Bastioni di Milano alle auto per alcune ore la domenica mattina allo scopo di restituirli alle persone. La strada diventa così grande spazio di aggregazione pubblico e gratuito attorno al centro storico, che può essere usato per passeggiare, andare in bici, ballare all’aperto, o partecipare a iniziative pubbliche e private. Ciò permetterebbe di valorizzare per poche ore quegli spazi che oggi sono adibiti quasi unicamente al traffico automobilistico. Ovviamente un tale progetto, interessando un anello stradale di 12 km, andrebbe ben studiato, per gestire la logistica ed evitare un impatto negativo sul traffico la domenica, che rimane comunque molto minore rispetto ai giorni feriali.

Una tavola illustrativa del progetto “Bastioni aperti”

Non si tratta di sogni irrealizzabili. Fino a una quindicina di anni fa a Milano si tenevano già le domeniche a piedi, delle giornate off-limits per la circolazione automobilistica che avevano l’obiettivo di migliorare temporaneamente la qualità dell’aria. Guardando all’estero, l’esperienza delle domeniche a piedi (o, in inglese, car-free days) non è certo un fenomeno poco documentato, anzi. Dal 2000 a Bogotà una volta a settimana le strade vengono chiuse alle auto e restituite alle persone. Anche Jakarta dal 2012 ha iniziato a organizzare giornate di blocco al traffico ogni domenica. Tuttavia, si tratta di una pratica comune pure in Europa, come a Parigi, dove ogni mese si tiene Paris respire (“Parigi respira”), un’iniziativa che ricorre ogni domenica in diverse vie e quartieri e che, la prima domenica del mese, apre i mitici Champs Élysées alle persone.


Dunque, il ritorno delle domeniche a piedi, non più solo come uno strumento per la qualità dell’aria, ma anche per offrire spazi di comunità alternativi, gratuiti e accessibili a tutti, potrebbe essere la politica su cui Milano dovrebbe tornare a puntare. L’apertura dei bastioni alle persone da sola non risolverà la crisi climatica, non azzererà i morti sulle strade, non diminuirà la dipendenza all’auto dei cittadini, ma potrebbe essere l’opportunità per creare una comunità forte che chiede condizioni di vita migliori e che può godere, almeno per qualche ora al mese, di una città libera dal traffico e dallo stress.

Scrittura: Gregory

Revisione: Nicolò