La M6 di Milano non è una priorità (per ora)

• Di Velocipiedi
La M6 di Milano non è una priorità (per ora)

Il 24 ottobre 2026 si è tenuto l’evento “M6 ci sei? Parliamone”. Si tratta del primo evento organizzato dal Comune di Milano per il percorso partecipativo legato all’ideazione della prossima nuova linea di metropolitana. Finalmente si parla in maniera ufficiale dei possibili tracciati. In questo articolo vi facciamo un riassunto di tutto quello che c’è da sapere.

Hanno aperto l’incontro l’assessora alla mobilità, Arianna Censi, ed alla partecipazione pubblica, Gaia Romani, che hanno dichiarato che si sta progettando un’infrastruttura potentissima, come fatto con M4 e prima con le altre linee di metropolitana. Tuttavia i tempi sono cambiati e con loro anche le esigenze della città, quindi decidere il tracciato sarà più complesso che in passato. L’obiettivo con questa prima fase è di organizzare un percorso partecipativo, non per fare un “referendum” tra tracciati, quanto per presentare alla cittadinanza gli studi fatti finora e raccogliere feedback e istanze dai territori. L’obiettivo è arrivare a fine mandato con un tracciato da consegnare alla prossima amministrazione. Durante l’evento diversi tecnici, ingegneri e urbanisti hanno presentato le valutazioni fatte e risposto alle domande della platea.

L’incontro è iniziato con un inquadramento generale della mobilità a Milano, individuando le parti attualmente più critiche della rete, con flussi di passeggeri molto elevati, così come le aree tuttora non coperte dalla rete metropolitana e le zone che saranno interessate da particolari sviluppi urbanistici nei prossimi anni. Ne emerge che i municipi meno serviti sono il 5 e l’8, così come le aree in sviluppo di Santa Giulia, a sud-est, e MIND-Merlata a nord-ovest. Inoltre, la domanda per linee “tangenziali”, come la 90-91, 95 o 98, è molto elevata soprattutto nelle parti sud ed ovest della città.

La domanda a cui M6 cerca di rispondere è come rispondere a tali esigenze con un’unica infrastruttura (da notare come il discorso venga già indirizzato verso la soluzione M6, ma ne riparleremo dopo). Marina De Matteis, direttrice MM area infrastrutture, ha spiegato il processo tecnico che cerca di dare risposta a questa domanda, un percorso fatto di studi e valutazioni di fattibilità economica che seguono un percorso molto rigoroso. Il Comune, infatti, ha lavorato assieme a AMAT, MM e il Politecnico per realizzare questi studi. La M6 è stata inserita per la prima volta nel PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) nel 2018. Il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica) è stato finanziato con 4 milioni di euro, e si è arrivati alla consegna del DOCFAP nel giugno 2025, finalmente presentato al pubblico durante questo evento. Il DOCFAP (DOCumento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) è uno strumento previsto dal codice degli appalti e serve per individuare quale delle alternative proposte ha i benefici maggiori. In altre parole dice all’amministrazione cosa deve fare, mentre con il PFTE successivo si decide come farlo.

Andrea Bruschi, pianificatore dei trasporti e della mobilità per MM, ha presentato le diverse opzioni di tracciato che sono state studiate. I parametri da prendere in conto per la valutazione dei tracciati sono tanti, vanno dai limiti tecnici all’evoluzione urbanistica della città e di tutta l’area metropolitana. Per questo MM ha studiato più di 70 soluzioni, anche alcune con sistemi non metropolitani, poi scartate per motivi tecnici. Le proposte “metropolitane” sono raggruppabili in tre categorie. Il primo gruppo riguarda prolungamenti del ramo sud di M2 da Piazza Abbiategrasso ad est per servire il Municipio 5, fra i quali emerge come ottimale la scelta di portare M2 a Corvetto. In alternativa, la costruzione di una nuova linea indipendente, di tipo radiale, che colleghi l’asse nord ovest con il sud est, passando per un tracciato sub centrale, come previsto dal PUMS. Infine la terza categoria individua la M6 come una nuova linea di tipo orbitale, con tracciati più esterni che coprono la città a sud e a ovest o, alternativamente, realizzino una linea circolare completa, che risulta essere l’opzione che ha tratto maggiore interesse e con migliore analisi costi-benefici tra le opzioni “sì M6”, seppur comunque i benefici non superino i costi.

Nelle presentazioni seguenti l’opzione circolare viene infatti presentata in maniera approfondita, soprattutto per via delle opportunità trasformative che potrebbe apportare alla città e per il sollievo che potrebbe portare ai percorsi periferia-periferia, permettendo alle persone di evitare di passare per il centro per fare un cambio. Essa, infatti, creerebbe interscambi con tutte le linee metropolitane lungo un tragitto di quasi 28 km e 23 fermate, coprendo, seppur marginalmente, anche le aree attualmente meno servite. Viene fatto notare come in molte città dotate di linee circolari, esse risultino le più utilizzate, anche per brevi distanze, perché permettono di completare “l’effetto rete” e facilitare gli interscambi.

Una tavola fatta da AMAT che valuta le potenzialità trasformative di una M6 circolare per la città

Tuttavia non sono assenti le criticità di una tale opzione: alcuni aspetti del tracciato non ottimali (tra questi la mancanza di una stazione a Piola, interscambi con la rete ferroviaria e di superficie, ridondanza con il tram tra Bovisa e Villapizzone), la localizzazione del deposito, l’impatto dei cantieri sulla città, i costi esorbitanti e anche la mancata copertura reale dei Municipi 5 e 8. Una soluzione a quest’ultimo problema, che tuttavia non è stata valutata, è la creazione di uno o più “bracci” che si separi dalla circolare al fine di coprire queste aree e di avere un tratto condiviso tra due linee (una specie di M6-7), come è stato fatto a Copenhagen o come è in costruzione a Parigi.

Una M6 circolare con un “braccio” verso Quarto Oggiaro, Ospedale Sacco, MIND e Merlata (nostro suggerimento, non è una proposta ufficiale di tracciato)

Ma veniamo al dunque: che cosa emerge da questo evento? L’ipotesi di una M6 fa sognare tante persone, anche se alcuni aspetti del suo tracciato andrebbero rivisti. Per questo il percorso partecipativo sarà fondamentale.

Il suo orizzonte temporale non è vicino e ci sono sicuramente priorità maggiori, come l’espansione della rete metropolitana e tranviaria secondo i piani, il potenziamento della rete ferroviaria suburbana e regionale o la velocizzazione della rete di superficie tramite l’asservimento semaforico e l’aumento di corsie preferenziali. Il dibattito sulla M6 sembra già indirizzato, vedendo quanto velocemente sono state allontanate opzioni che non prevedano la creazione di nuova linea metropolitana. Chi l’ha detto che queste esigenze di mobilità debbano essere risolte da un’unica linea? Chi ha deciso che questa linea debba avere caratteristiche di metropolitana? La città metropolitana e la regione sono state coinvolte in questo percorso di valutazione di fattibilità?

Non è benaltrismo, anzi: la M6 circolare seduce pure me che ne godrei molto per i miei spostamenti, ed è bene progettare una visione del futuro della città anche con orizzonti molto distanti, motivo per cui abbiamo il PUMS (che andrà aggiornato tra un paio d’anni). Io temo che si stia spingendo molto questo progetto perché è come se Milano dovesse sempre pensare alla prossima metro, mentre sappiamo bene che per migliorare il trasporto pubblico di Milano a grande scala bisogna agire su tutta la rete, non lasciando indietro nulla. Speriamo che la M6 possa essere un filo d’Arianna che tenga insieme tutti i progetti necessari di cui Milano e l’area metropolitana hanno bisogno.

Questa è la percezione che ho avuto di questo primo evento, sperando che il percorso partecipativo possa portare i suoi frutti e che la scelta ricadrà su l’opzione migliore. E tu cosa ne pensi? Ti lascio qua tutto il materiale dell’incontro e il link per seguire i prossimi appuntamenti del percorso.

https://customer105044.img.musvc2.net/static/105044/assets/2/NewFolder/2026/PerocorsoPartecipativoM6_.pdf

https://partecipazione.comune.milano.it/processes/M6-percorso-partecipativo

Scrittura: Gregory

Revisione: Vittorio, Isacco, Jonathan